Negli ultimi decenni la principale causa di morte in Italia è dovuta alle malattie cardiovascolari che rimangono una sfida prioritaria di salute pubblica anche in Sicilia. La mortalità per malattie circolatorie, nella regione siciliana, risulta in eccesso rispetto al resto del Paese in entrambi i sessi con una media annua di 20.495 decessi (44,5% tra gli uomini e 55,5% tra le donne)
In Sicilia, secondo i dati del Dasoe (Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’Assessorato della salute regione Siciliana), le ASP di Enna, Messina e Palermo fanno registrare il valore più alto di colesterolemia, uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare. La condizione di dislipidemia rappresenta la “forza” metabolica dell’aterosclerosi ed alla base di eventi acuti come infarto miocardico e ictus.
Le più recenti linee guida europee e nazionali sottolineano l’importanza di raggiungere rapidamente e stabilmente i target di colesterolo LDL (LDL-C), soprattutto nei soggetti ad elevato rischio. Tuttavia, nella pratica clinica, molti pazienti non arrivano agli obiettivi raccomandati nonostante la disponibilità di terapie efficaci. Le cause principali includono l’inerzia terapeutica, la complessità dei regimi farmacologici e l’insufficiente aderenza, spesso aggravata da fattori socio-economici. La terapia di combinazione orale — basata sull’impiego di associazioni farmacologiche a dosaggio fisso — rappresenta un approccio innovativo ed evidence-based che consente di migliorare il controllo del profilo lipidico, semplificare il trattamento e aumentare l’aderenza terapeutica. Tale strategia risulta particolarmente rilevante in Sicilia, dove la necessità di interventi sostenibili, accessibili e capaci di incidere realmente sull’outcome clinico è prioritaria.