Covid 19: Serve cautela su nuovi farmaci e vaccini. Diffidare delle scorciatoie facili

“Fra pochi mesi avremo un vaccino”. “Quel farmaco sta funzionando”. “Col caldo diminuiranno i contagi”. Sono solo alcuni degli annunci che nelle ultime settimane rimbalzano sui media ad alimentare la speranza di aver trovato soluzioni definitive contro il Covid 19. Affermazioni altisonanti, per il vero assai azzardate. La tentazione di lasciarsi andare a facili entusiasmi, in questa fase in cui a livello globale si tenta di combattere il virus che ha causato ad oggi almeno 340mila morti, rischia di esporci ad una brutta delusione ma sopratutto a rischi ulteriori. Se si vuole infatti che i risultati conseguiti nella ricerca sui vaccini e nell’utilizzo di farmaci nati per curare altre patologie possano dirsi attendibili e dunque definitivi è necessario verificare la “bontà” del metodo e del percorso intrapresi. In altre parole, serve una sperimentazione clinica che sia condotta secondo protocolli scientificamente validati e nel rispetto dei criteri che regolano per esempio il campionamento, le “condizioni ambientali”, la valutazione dell’efficacia degli interventi di prevenzione e cura. In effetti ad oggi non esistono farmaci efficaci su tutti i pazienti e in tutte le fasi della malattia, né possiamo considerare sicuro un vaccino sintetizzato in pochi mesi, laddove l’iter della sperimentazione dura dagli 8 ai 10 anni, passando dai primi test in laboratorio, poi sulle cavie e infine sulle persone, e richiede l’approvazione nelle diverse fasi da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, l’Agenzia italiana del farmaco e il Comitato Etico del centro sperimentatore. Infine, il fatto che, nonostante gli sforzi della ricerca e gli importanti risultati conseguiti in pochi mesi, al momento non conosciamo ancora a fondo il virus mina alla base qualunque “acquisizione”.

 

CDL